Il pesce d'aprile si basa sull'inganno, ma perché le persone continuano a cascarci? Dalle sue incertezze storiche fino alla disinformazione dei giorni nostri, questa tradizione continua a funzionare, anche in un mondo in cui la fiducia è in calo. Capire perché gli scherzi del pesce d'aprile hanno successo rivela in che modo le persone elaborano le informazioni, si fidano delle fonti e formulano giudizi rapidi online.
Cos'è il Pesce d'aprile?
Il Pesce d'aprile, festeggiato il 1° aprile, è una tradizione in cui ci si fa scherzi a vicenda, spesso usando informazioni credibili ma false per ingannare gli altri.
La storia del Pesce d'aprile: da dove nasce?
Il Pesce d'aprile è una festa molto diffusa, ma le sue origini non sono del tutto chiare. Una delle spiegazioni più citate lo collega alla Francia del XVI secolo, quando il Paese adottò il calendario gregoriano nel 1582 e spostò il Capodanno da fine marzo al 1° gennaio. Chi continuava a festeggiare in aprile diventava bersaglio di scherzi e veniva etichettato come “pesce d'aprile” (Enciclopedia Britannica).
Altre spiegazioni suggeriscono che tradizioni simili esistessero ancora prima. La stessa fonte della Britannica fa notare che alcuni storici collegano l'idea a feste stagionali come le Hilaria romane, in cui i travestimenti e un atteggiamento giocoso facevano parte della celebrazione, sebbene non ci siano prove evidenti che colleghino direttamente queste tradizioni al Pesce d'aprile.
Più che avere un'unica origine, sembra che la tradizione si sia sviluppata nel tempo, plasmata da diverse usanze nate attorno alla stessa idea: una pausa temporanea dalle regole di tutti i giorni, in cui cadere in errore fa parte dell'esperienza.
La bufala dell'albero di spaghetti della BBC: uno dei pesci d'aprile più famosi
Uno dei più famosi pesci d'aprile dimostra quanto sia facile farsi ingannare. Nel 1957, il programma televisivo della BBC Panorama trasmise un servizio su una famiglia svizzera che raccoglieva spaghetti dagli alberi, convincendo molti spettatori che fosse tutto vero (Wikipedia).
Secondo la stessa fonte, in seguito centinaia di spettatori contattarono l'emittente per chiedere come poter coltivare i propri alberi di spaghetti.
La storia ha funzionato non perché fosse convincente nei dettagli, ma perché si presentava in un formato di cui le persone si fidavano. Sembrava una normale informazione, e questo è bastato.
La fiducia nell'era digitale: perché la disinformazione continua a diffondersi
Oggi il contesto in cui le persone ricevono le informazioni è molto diverso. Secondo l'Ipsos Global Trustworthiness Monitor, solo il 22% delle persone a livello globale afferma di fidarsi delle aziende di social media, rendendole uno dei settori che ispira meno fiducia tra quelli analizzati.
Allo stesso tempo, le ricerche Ipsos mostrano che il 56% degli utenti internet usa ancora i social media come fonte di notizie, anche se il 68% afferma che la disinformazione è comune su queste piattaforme.
Si crea così una nuova realtà in cui le persone si affidano a fonti di cui non si fidano del tutto, in un costante equilibrio tra familiarità e dubbio.
Perché le persone continuano a cascare negli scherzi del pesce d'aprile
Anche in questo contesto, il Pesce d'aprile continua a funzionare. I dati Ipsos evidenziano quanto sia ormai diffusa la preoccupazione per la disinformazione, con l'87% delle persone che si dichiara preoccupato per il suo impatto, compreso un 47% che si dice molto preoccupato.
Questo significa che le persone sono più caute di prima, ma non per forza più analitiche in ogni situazione. Anziché verificare tutto con attenzione, si affidano a segnali rapidi come il formato, il tono e il contesto.
Quando qualcosa risulta familiare, può ancora essere accettato, anche se solo per poco.
Quanto a lungo crediamo a qualcosa in un mondo in cui la fiducia scarseggia?
A cambiare non è la nostra propensione a credere, ma quanto a lungo lo facciamo. Le ricerche Ipsos dimostrano che la fiducia dipende molto da chi trasmette il messaggio, con solo il 15% delle persone che afferma di fidarsi degli influencer sui social media, rispetto a una fiducia nettamente superiore verso le professioni più consolidate.
Di conseguenza, le persone ricalibrano ciò a cui credono molto più in fretta rispetto al passato. Un messaggio può sembrare vero a prima vista, ma viene messo in discussione e rivalutato con la stessa rapidità.
Quindi, in un mondo in cui la fiducia verso molte fonti è ai minimi storici, come scelgono le persone a cosa credere? Sempre più spesso, si affidano a informazioni che percepiscono come concrete: trasparenti, basate sui fatti e radicate nelle esperienze reali. Studi come quelli condotti da Ipsos, fondati su opinioni, comportamenti e convinzioni di persone in tutto il mondo, offrono un modo per orientarsi in questa incertezza.
Nonostante ciò, il momento in cui ci si lascia ingannare esiste ancora: è semplicemente più breve, più fragile e viene corretto molto più in fretta.
Oggi è il pesce d'aprile: più di un semplice scherzo
Il pesce d'aprile è sempre stato una piccola deviazione da ciò che consideriamo vero. Da un malinteso sul calendario nella Francia del XVI secolo a un servizio televisivo sugli alberi di spaghetti, il principio è rimasto lo stesso. Qualcosa sembra reale, giusto il tempo di crederci.
A essere cambiato è tutto il contesto. Le persone ricevono più informazioni, le mettono in dubbio più spesso e si fidano in modo diverso a seconda della fonte. Eppure, per un istante, qualcosa sembra ancora vero. È quell'istante a mantenere viva la tradizione del Pesce d'aprile.
In Ipsos, comprendere come le persone pensano, provano emozioni e prendono decisioni in un panorama informativo così complesso è il cuore del nostro lavoro.
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Fonti:
- Pesce d'aprile (Encyclopaedia Britannica)
- Festa degli Hilaria (Encyclopaedia Britannica)
- La bufala dell'albero degli spaghetti (Wikipedia)
- Perché la BBC ha parlato del raccolto degli spaghetti? (Britannica)
- Ipsos. Ipsos Global Trustworthiness Monitor - Report
- Ipsos. Elezioni e social media: la battaglia contro la disinformazione e i problemi di fiducia
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