Il nuovo studio globale di Ipsos mostra un mondo che abbraccia la responsabilità condivisa in teoria, ma che nella pratica rimane legato a vecchie aspettative. Tra l'ideale e l'abitudine c'è un divario, accompagnato dalla crescente sensazione che «si sia fatto ormai abbastanza».
Il filo conduttore
Se la parità fosse un'app, il mondo l'avrebbe già scaricata: la maggior parte delle persone vuole condividere le responsabilità domestiche. Ma quando arriva la notifica del «chi fa cosa?», molti tornano alla modalità tradizionale.
Ciò che le persone considerano ideale
- Il 73% pensa che la cura dei figli dovrebbe essere condivisa equamente.
- Il 73% afferma lo stesso riguardo ai lavori domestici (esclusa la cura dei figli).
- Il 77% crede che le decisioni familiari importanti dovrebbero essere prese insieme.
- Il 66% pensa che anche il «guadagnare denaro» dovrebbe essere diviso.
Ciò che le persone si aspettano realmente o assegnano
- Il 24% pensa che gli uomini debbano essere interamente o un po' più responsabili del guadagno economico (solo il 6% dice lo stesso delle donne).
- Il 17% pensa che le donne debbano essere interamente o un po' più responsabili della cura dei figli (contro il 6% che attribuisce maggiore responsabilità agli uomini).
- Il 16% attribuisce alle donne maggiore responsabilità per i lavori domestici (contro l'8% per gli uomini).
- Percezione sociale: il 35% pensa che la maggior parte delle persone nel proprio paese si aspetti che siano le donne a occuparsi dei figli e della casa; il 40% ritiene che ci si aspetti di più che siano gli uomini a provvedere al sostentamento economico.
La svolta del 2026: stanchezza da parità?
- A livello globale, il 52% afferma che è stato fatto «abbastanza» per dare alle donne pari diritti.
- Il 46% pensa che agli uomini venga chiesto di fare «troppo» per sostenere l'uguaglianza.
- Il 44% ritiene che ci siamo spinti così oltre nel promuovere la parità femminile da discriminare ora gli uomini (opinione divisa a livello globale).
Traduzione: progressi, sì, ma anche resistenza e segnali di stanchezza e reazione contraria.
Norme dure a morire
- Il 51% crede che le donne siano «naturalmente più portate» per la cura dei figli.
- Il 20% concorda sul fatto che «una moglie debba sempre obbedire al marito».
- Il 17% sostiene che «una donna non dovrebbe apparire troppo indipendente o autosufficiente».
Spoiler: uguaglianza e stereotipi convivono a fatica.
Potere e modelli di riferimento: il bicchiere mezzo pieno
- Il 60% afferma che le cose andrebbero meglio con più donne in posizioni di responsabilità nel governo e nelle aziende.
- Il 54% ritiene che non ci sarà uguaglianza senza una maggiore presenza di leader femminili.
- Il 39% si definisce femminista (44% delle donne contro il 31% degli uomini).
Chi ha più libertà di scelta?
- Lavoro: il 39% ritiene che gli uomini abbiano più opportunità (solo il 10% afferma lo stesso per le donne).
- Espressione personale: il 34% pensa che le donne abbiano più libertà in come vestirsi; il 22% nelle relazioni amorose; il 24% nei ruoli all'interno della famiglia.
Traduzione: le donne hanno più margine su «come apparire e relazionarsi»; gli uomini su «che lavoro fare».
Generazioni: i dati che accendono il dibattito
- Gli uomini della Gen Z mostrano un maggiore attaccamento alle idee tradizionali (ad es., il 57% pensa che l'uguaglianza delle donne discrimini gli uomini contro il 38% delle donne Gen Z; il 59% degli uomini Gen Z pensa che ci si aspetti troppo da loro contro il 41% delle donne Gen Z).
- Sono anche più propensi delle coetanee a dire che il marito debba avere l'ultima parola in casa (33% contro 19%).
Il futuro non è scritto: coinvolgere i giovani uomini sarà chiave.
Futuro: un ottimismo a due velocità
- Il 55% crede che le giovani donne di oggi avranno vite migliori delle loro madri.
- Solo il 40% dice lo stesso per i giovani uomini (cinque punti in meno rispetto al 2025).
Il divario delle aspettative attraversa generazioni e generi.
Cosa significa tutto ciò?
- L'ideale egualitario è affermato, ma gli «autopiloti» culturali assegnano ancora compiti per stereotipo.
- C'è «ansia da cambiamento» (o stanchezza) insieme al sostegno per più donne in leadership.
Tra ciò che diciamo e ciò che facciamo c'è ancora molta strada: la maggioranza abbraccia la responsabilità condivisa, ma i vecchi riflessi assegnano ancora «chi cura» e «chi provvede». Aggiungiamoci la sensazione di alcuni che «abbastanza è stato fatto» e un fatto inquietante: più uomini Gen Z che donne aderiscono a norme tradizionali. Eppure, cresce il consenso che più donne al comando migliorino i risultati. Non è un passo indietro; è transizione: progressi stabili, resistenze attive e un futuro che si forma nel dibattito pubblico, a casa e al lavoro.
Tocca a Lei
Si riconosce in questi numeri? Cosa si condivide in casa e cosa resta ancora «di lei» o «di lui»? Nota segnali di «stanchezza da parità» intorno a sé? Racconti la sua storia e unisca la conversazione.
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Source: Report Ipsos per la Giornata Internazionale della Donna, condotto online tra il 24 dicembre 2025 e il 9 gennaio 2026, in 29 paesi e comprendente 23.268 adulti di età compresa tra 18 e 74 anni.
Questo contenuto è stato tradotto utilizzando la tecnologia AI. Sebbene siano stati fatti sforzi per garantire l'accuratezza, potrebbero esserci alcune sfumature o errori. Per leggere il materiale originale in inglese, clicca qui.
